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Chiude la Sekurit Saint Gobain

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Una bruttissima notizia è giunta martedì da Milano: la direzione della Sekurit Saint Gobain ha comunicato alle segreterie nazionali del sindacato che è sua intenzione chiudere lo stabilimento di Savigliano (oltre 350 lavoratori: 225 dipendenti, più l’indotto) e di procedere ad una drastica riduzione del personale negli stabilimenti di Cervasca (143 persone in cassa integrazione su 240). Il comunicato ufficiale dell’azienda parla di “necessarie misure di riduzione capacità nel settore vetro per poter far fronte alla crisi dei mercati dell’auto e dell’edilizia”.
Immediate le reazioni.«Ai lavoratori – dice il vicepresidente del Consiglio provinciale Giulio Ambroggio – va la solidarietà del Consiglio provinciale che, in coerenza con l’ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta di lunedì, farà tutto quanto è in suo potere per cercare di risolvere la difficile situazione».
«Non possiamo accettare – afferma l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd) – che questa situazione diventi definitiva. Per queste ragioni chiederemo al Governo di convocare un tavolo presso il ministero delle Attività produttive per scongiurare il pericolo di un drastico ridimensionamento occupazionale dell’azienda e per aprire un confronto sulle prospettive delle aree interessate».
Il presidente della Provincia, Raffaele Costa, lunedì era a Roma ed ha già parlato coi funzionari del ministero: l’incontro si farà probabilmente nei prossimi giorni.
«La vicenda della chiusura annunciata senza alcuna trattativa – dicono la presidente della Regione Mercedes Bresso e l’assessore regionale al Lavoro Teresa Migliasso – è molto preoccupante. Essendo Fiat l’unico cliente dello stabilimento, la situazione può essere trattata e discussa anche con l’azienda torinese. Se l’obiettivo è quello di continuare a lavorare per Fiat producendo da un’altra parte, ribadiamo che siamo completamente in disaccordo e che faremo di tutto per ostacolare l’azienda: a cominciare dal fatto che certamente non favoriremo in alcun modo la valorizzazione del terreno e della struttura dismessa. Troppi stanno approfittando della situazione generale per ricavare il massimo possibile e delocalizzare od effettuare tagli non motivati dalla singola situazione reale.Non siamo disponibili a tollerare speculazioni».
Al vetriolo le dichiarazioni del parlamentare Pdl Guido Crosetto: «I francesi – ha dichiarato ad un quotidiano – tagliano posti di lavoro in Italia per salvare quelli in Francia: una vergogna. Faremo altrettanto, smettendo di comprare i loro prodotti».
Anche il Consiglio comunale saviglianese aveva votato un ordine del giorno contro la chiusura. «Se dopo la crisi ci sarà la ripresa – afferma il sindaco Aldo Comina – come la si affronterà, se le fabbriche sono chiuse?».

2 commenti

  1. Good for people to know.

  2. ho appena letto la notizia ,sono rimasto di sasso,ma come…un’azienda sana e produttiva di punto in bianco decide di chiudere? Dovvero i problemi,che pur ci sono, si risolvono cosi’ adesso? Non riesco a pensare che una fabbrica che praticamente ho visto nascere,crescere e dove ho lavorato per oltre 30 anni di colpo muoia!
    Spero che ,come leggo ,le forse politiche il sindacato e la citta’ di Savigliano facciano sentire la loro voce!
    Da parte mia esprimo ai miei ex compagni di lavoro la mia piena solidarieta’ e un incoraggiamento a lottare perche’ la fabbrica continui a vivere!
    Piero Pasquini.

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