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Timori per l’occupazione, ormai l’emergenza è sociale

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Sono giorni di febbrile attesa ed intensa attività sindacale allo stabilimento Sekurit Saint Gobain di via Saluzzo.I 250 lavoratori cercano di capire quale sarà il loro destino dopo le recenti dimissioni del direttore generale, che hanno insospettito i sindacati sulle reali prospettive della fabbrica saviglianese.
In questi giorni, i rappresentanti dei sindacati hanno incontrato il sindaco Aldo Comina (venerdì) e poi si sono riuniti tra loro e con i lavoratori (lunedì e martedì).
«Preoccupazione e rabbia ma soprattutto assoluta determinazione – affermano in un comunicato le segreterie provinciali della Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil – se ciò si renderà necessario, a “vendere  a carissimo prezzo la pelle” è l’unanime sentimento emerso dall’assemblea straordinaria convocata presso la stabilimento di Savigliano nella giornata di martedì 31 marzo per fare il punto sullo scenario venutosi a determinare dopo le dimissioni del direttore generale e il conseguente diffondersi di allarmanti notizie circa il futuro stesso dello stabilimento.
In aggiunta alle iniziative già intraprese (richiesta di incontro urgente di Gruppo a livello nazionale ed incontro con il sindaco e l’amministrazione comunale saviglianese), su proposta delle Segreterie territoriali di categoria e delle Rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento, l’assemblea ha deciso di proclamare un’immediata mobilitazione con dichiarazione di sciopero totale per le giornate di venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 aprile, e ciò a sostegno della richiesta di immediato incontro con il nuovo direttore generale, ing. Ravasi, ufficialmente in carica dal 1° aprile». Ma non finisce qui. «Altre iniziative di lotta – concludono i sindacati – sono già state programmate a partire da lunedì 6 aprile: è prevista una manifestazione pubblica con coinvolgimento anche delle categorie e dei lavoratori operanti in attività esternalizzate e con l’invito a tutte le forze politiche ed istituzionali del territorio a prendervi parte».
Le voci di chiusura o di un grosso ridimensionamento della fabbrica, dunque, continuano a permanere. Solo un intervento chiarificatore dell’azienda potrebbe fermare la ridda di congetture ed indicare a quale approdo dovrà essere condotta la storica fabbrica cittadina. Vedremo se nei prossimi giorni il gruppo parlerà ufficialmente e scoprirà le carte.

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