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Argini di Maira e Mellea, partiti gli espropri

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Giovedì mattina, una cinquantina di persone sono state ricevute in municipio dall’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Morello. Sono i proprietari dei terreni sui quali saranno realizzati gli argini per la difesa del centro abitato dalle piene dei torrenti Maira e Mellea.
I progetti sono due. Il primo è il completamento dei lavori sul Maira, con nuovi argini dal ponte della ferrovia per Saluzzo fino a via Suniglia, in località Braidabella. Progettista, l’ing. Livio Martina. Il secondo riguarda il Mellea, con sponde che vanno da via Suniglia fino alla zona di via Alba. Progettisti: gli ingegneri Sordo di Alba, Brunetti e Nava di Savigliano.
I lavori, come ha spiegato Morello, sono dettati dall’Autorità di Bacino del fiume Po (con sede a Parma) in base alle norme nazionali. Chi li esegue è l’Aipo (Agenzia interregionale per il Po) che usa come appoggio locale il Comune. Si tratta di progetti preliminari, quindi ancora modificabili in base alle osservazioni che i cittadini vorranno avanzare.
La riunione è stata piuttosto accesa, anche se per fortuna è sempre rimasta nell’alveo della buona educazione. I proprietari di terreni, fabbricati ed aziende agricole nelle zone interessate dall’intervento in campagna (un argine a forma di Y che viene a formarsi a Nord della città, per evitare il travaso delle acque dal Maira al Mellea) non sono favorevoli all’intervento per una serie di motivi. Primo: quando c’è un esproprio, non è che lo Stato ingrassi l’espropriato con un lauto indennizzo. Secondo: i proprietari temono deprezzamenti di case, terreni ed aziende agricole. Terzo: quasi tutti gli interessati dagli espropri, principalmente coltivatori, ritengono inutili le sponde e preferirebbero interventi di pulizia dei torrenti più frequenti.
Dopo l’intervento dell’assessore Morello ed una buona mezz’ora di serrata discussione, gli ingegneri Martina e Sordo hanno esposto alla platea i due progetti, non senza esser stati interrotti più volte da alcuni presenti. È emersa una novità essenziale: a differenza del primo progetto che era stato approvato dal Consiglio comunale nel 2006, via Suniglia non sarà più rialzata sopra l’argine (per motivi di sicurezza), ma la sponda sarà realizzata parallelamente alla strada (dal pilone votivo fino a zona Braidabella, da dove partiranno i due bracci della Y: uno verso il ponte della ferrovia e l’altro verso vi  Alba). Per quanto riguarda il Mellea, invece, non è stato ancora risolto il problema delle portate, che l’Autorità di Bacino aveva calcolato come esattamente uguali a quelle del Maira. «Abbiamo calcolato – ha detto a tale proposito l’ing. Sordo – che prevedere una portata di 300 metri cubi al secondo possa essere sufficiente per contenere le esondazioni. Si pensi che nell’alluvione di maggio era stata di circa 200». Il progetto dei lavori sul Mellea prevede la realizzazione di muri nel centro abitato e di sponde con massi di montagna nel tratto fuori città.
Attualmente, però, resta da sciogliere un nodo fondamentale: quello dei finanziamenti. Servono circa 7 milioni di euro.

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