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Le ruspe sono nel Mellea

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Il Mellea – dopo l’esondazione di fine maggio – è diventato l’incubo notturno dei saviglianesi e soprattutto degli abitanti delle zone a rischio. Finalmente, però, lunedì scorso le ruspe sono entrate in funzione per un intervento agli argini che serva almeno a gestire le emergenze. Questi lavori – che dureranno circa un mese e mezzo – prevedono anzitutto la pulizia dell’alveo. A tal proposito, verranno asportati circa 4 mila metri cubi di materiale dal letto. Inoltre, si provvederà a costruire un pezzo di scogliera nei pressi dell’area abitata ed un altro in zona Ceresetta. Per questo intervento c’era già stato un accordo in Regione tra il Comune e l’Agenzia interregionale del Po (Aipo) nello scorso mese di novembre. In tale occasione, erano stati messi a disposizione 140 mila euro per gli impegni più urgenti, 100 mila a carico dell’Aipo e 40 mila garantiti dal Comune.

Invece, per la sistemazione definitiva del torrente è tuttora prevista una spesa di 6 milioni di euro per sistemare 6 km di asta fluviale. Tale cifra è già stata richiesta al Fas (Fondi aree sottosviluppate). Quando arriveranno questi soldi, aveva evidenziato l’assessore regionale Bruna Sibille, si potrà procedere ad un intervento di risagomatura della sezione dell’alveo a partire dalla zona più a rischio, cioè quella immediatamente a valle dell’attuale traversa Alstom fino all’area artigianale. Sarà inoltre possibile l’adeguamento ed il completamento dell’attuale sistema di difesa di difesa antierosivo per garantire la stabilità delle infrastrutture esistenti.
In previsione di tali lavori, sono già iniziate le procedure di esproprio di alcuni terreni a sud della città. «Il tempo previsto per l’avvio dei lavori definitivi – ci ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Morello – è di circa un anno. Il progetto preliminare è già pronto, ma poi bisognerà sottoporre quello definitivo alla Conferenza dei servizi, preparare quello esecutivo e dare il via all’appalto dei lavori. L’unica incognita è l’arrivo dei soldi, ma siamo convinti che tutto si risolverà per il meglio». Un’incognita non da poco. Comuque, quando i lavori definitivi saranno terminati, il Mellea avrà una portata di circa 300 metri cubi d’acqua al secondo, mentre attualmente ne sopporta appena 60.
Le procedure di esproprio iniziate in questi giorni, però, non riguardano solo i terreni adiacenti al Mellea, ma anche quelli nei pressi del Maira, nel tratto che va dal ponte della ferrovia verso la zona sud, per il completamento della manutenzione del torrente iniziata circa due anni fa.

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