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Storia di Savigliano a fumetti

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Il primo volume della “Storia di Savigliano a fumetti” è stato ufficialmente presentato in una serata che si è svolta giovedì scorso alla sala Miretti. I due autori – il fossanese Franco Blandino ai disegni ed il “nostro” Gigi Botta ai testi – sono stati introdotti dal giornalista Piero Dadone e dal professor Rinaldo Comba, presidente della Società di studi storici della provincia di Cuneo. Proprio l’accademico ha ricordato come sia difficile ricostruire esattamente le vicende di una città dalla “notte dei tempi” fino al 1366 (anno in cui si conclude la “fetta” di storia raccontata in questo primo volume), avendo a disposizione notizie frammentarie. «Ho apprezzato molto – ha detto – gli affreschi di vita quotidiana del passato, nei quali vengono evidenziati molti particolari (sono persino riportati “insulti” del tempo), e le “finestre” di presentazione dei diversi personaggi».
«Il fumetto – ha poi aggiunto Botta – è sempre stata una mia mania. Avevo già contattato diversi disegnatori per quest’opera, ma poi, di fronte alla notevole mole di lavoro, scappavano tutti. Invece, per puro caso venni a sapere che Blandino, che io conoscevo come medico, disegnava anche fumetti. Gli proposi il lavoro, gl’inviai un primo testo “formato lenzuolo” (è bene sapere che la nota logorrea di Botta si traduce anche nei suoi scritti, ndr) che avrebbe stroncato un mulo… e lui fu l’unico a non spaventarsi. In un’opera come questa il ruolo del disegnatore, che deve rendere l’idea dell’azione e non sbagliare nessun dettaglio del contesto, è fondamentale».
Dietro ogni tavola, infatti, ci sono ore e ore di dedizione. «Gigi – ha affermato Blandino – è uno storico pignolo, scrupolosissimo. Il disegnatore è vero che ha la sua importanza, ma infine è solo un interprete del testo che gli viene fornito». Quali sono allora le insidie maggiori per chi ha la matita in mano? «Il grande tranello è l’anacronismo. Ad esempio, se devo disegnare un mercato del Trecento, sui banchi metterò dei cavoli, dei tuberi… poca roba. Se ci metto un pomodoro, me lo tirano dietro!». Molti sono gli ambienti ricostruiti (anche con fantasia, vista la scarsità di testimonianze originali) nell’opera e molti anche i personaggi inventati. Un tipico escamotage è traghettare indietro nel tempo volti di oggi.
«Ci sono in giro “facce antiche” che si prestano bene» ha evidenziato Blandino. E Botta ha aggiunto: «Nei casi in cui avevamo a disposizione i ritratti dei personaggi storici, li abbiamo utilizzati. Invece, dove mancavano, li abbiamo creati secondo i nostri principi. Questi rimarranno per il futuro e saranno patrimonio per chi troverà il libro nei secoli a venire. Una bella responsabilità».
L’opera, in definitiva, non ha solo “saccheggiato” in lungo e in largo la monumentale storia cittadina redatta da Casimiro Turletti, ma, grazie all’inesauribile vena curiosa di Botta, ha aggiunto degli elementi nuovi e curiosi.
Il libro “Savigliano – Racconto per immagini di una città e della sua gente (dalle origini al 1366)”, Cristoforo Beggiami editore – 160 pagine formato A4, bianco e nero su carta avoriata, con copertina a colori – è in vendita in libreria. Potrebbe essere anche un buon cadeau natalizio.

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