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Bloccati in Thailandia

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Giorni di apprensione, in Italia, per il destino dei tanti connazionali bloccati in Thailandia da un’ondata di manifestazioni contro il governo. La protesta di un gruppo filomonarchico – che a tratti è stata anche violenta – ha bloccato il Paese ed i suoi punti nevralgici per parecchi giorni, tra cui gli aeroporti.
A farne le spese sono stati anche numerosi italiani, turisti o lavoratori, bloccati nel Paese asiatico senza sapere se e quando sarebbero potuti tornare in patria.
Tra queste persone c’erano anche due saviglianesi molto conosciuti, Renzo Monge e sua moglie Adriana, recatisi in Thailandia con la comitiva del Rotary club di Saluzzo (anche se loro non ne fanno parte) per un viaggio che doveva durare quindici giorni e che invece si è prolungato giocoforza fino a stamattina (mercoledì, ndr). La coppia saviglianese, dopo un tour del Paese, si è fermata a Phuket, dove la situazione era ingarbugliata, ma non bloccata totalmente. Di qui, infatti, con altre sei persone, sono riuscite a trovare un biglietto aereo per Singapore e poi, da quello scalo, sono proseguiti per Milano Malpensa, dove sono giunti alle 6 del mattino, in perfetto orario. Ad attenderli, c’era un pullman della ditta Ati di Saluzzo, il cui titolare è il presidente dei rotariani Andrea Galleano.
La comitiva nei giorni scorsi si era divisa. Un altro gruppo, il più corposo, era già tornato martedì mattina dopo un avventuroso viaggio in pullman verso Kuala Lumpur, capitale della Malesia (15 ore per circa 2.000 chilometri!).
In questi giorni siamo rimasti in contatto con uno dei figli della coppia, Filippo. «Li ho sentiti regolarmente nei giorni scorsi  – ci ha riferito – ed erano sfiniti da un’attesa che non si sapeva quando sarebbe finita, ma mi sono comunque sembrati tranquilli. Per fortuna, non hanno avuto paura e non hanno mai temuto per la propria incolumità».
Le immagini che ci arrivavano dalla Thailandia erano sconfortanti: aeroporti pieni zeppi di persone accampate. Ma non Adriana e Renzo, che sono potuti rimanere in hotel.
L’avventura, comunque, si è conclusa bene per tutta la comitiva e addirittura martedì sera i rivoltosi hanno ottenuto le dimissioni del primo ministro.

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