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Sabato, dopo il restauro, riapre la chiesa dell’Assunta

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È passato circa un anno da quando il portone dell’Arciconfraternita dell’Assunta venne chiuso per consentire l’inizio di un ciclo di lavori di restauro volti in primo luogo a consolidare e risanare l’edificio ed in seguito a restituire all’antico splendore lo straordinario ciclo di affreschi interno e la facciata.
Per questo motivo, sabato 22 novembre alle ore 16, la Fondazione CRS, promotrice di questo intervento, organizzerà un incontro di presentazione dei lavori presso l’Arciconfraternita, dove tutti potranno partecipare alla gioia di veder restituito alla città un monumento importante sia dal punto di vista religioso – in quanto unico Santuario cittadino – che da quello storico artistico, poiché ci tramanda una storia fatta di illustri artisti chiamati a lavorare per la sua costruzione e decorazione e che in esso hanno lasciato tangibili testimonianze della loro maestria: da Planteri ai Pozzo, da Gallo a Gagini, da Chiantore ad Eula e a molti altri ancora, che hanno concorso a rendere l’Assunta tra gli edifici più importanti di Savigliano.
Ad illustrare il percorso e le varie fasi che hanno portato al compimento dei restauri, saranno i responsabili del cantiere: Spartaco Bellandi, per la parte progettuale, ed Andrea Vigna  della “Habilis” di Acqui Terme per i lavori di recupero delle superfici affrescate, mentre il maestro Tallone allieterà il pomeriggio con alcuni brani suonati utilizzando lo storico organo.
L’incontro sarà inoltre occasione per presentare un altro progetto creato e portato a termine dalla Fondazione CRS, che riguarda la pubblicazione di tre opuscoli dedicati alle chiese parrocchiali di San Pietro, Sant’Andrea e Santa Maria della Pieve.
Il restauro dell’Arciconfraternita può essere considerato uno degli obiettivi più rilevanti che la Fondazione ha deciso di perseguire per celebrare i 150 anni della Cassa di Risparmio di Savigliano, ed è stato fortemente voluto per lasciare un segno concreto alla cittadinanza del radicamento al territorio che la Fondazione ha fin dalle sue origini, quando venne istituita come prosecuzione del Monte di Pietà nel 1858.
Gli interventi a favore della preservazione e della diffusione dell’arte e della cultura fanno parte dei settori in cui la Fondazione da sempre opera, nella certezza che nel nostro passato ci sia il germoglio vitale su cui si costruisce il nostro futuro, e per questo occorra custodirlo, proteggerlo e valorizzarlo non solo per noi che viviamo qui oggi, ma anche per coloro che verranno.
Domenica, dalle 9.30 alle 12, la chiesa sarà di nuovo aperta alle visite.

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