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Insediato a Racconigi il tavolo di crisi per l’emergenza occupazione

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Consiglio comunale aperto, martedì sera. All’ordine del giorno: la crisi occupazione alla CLN, ex-LARE. Crisi vera, come ha spiegato il rappresentante della RSU Giacomo Divizia aprendo i lavori: pericolo concreto che la ditta chiuda baracca e burattini.
Crisi vera, come ha anche concordato il sindaco Tosello, tirando le somme al termine dell’incontro. «Devo essere moderatamente pessimista – ha ammesso, lui di solito così ottimista  – anche perché i dati della Confindustria sono abbastanza allarmanti».
In mezzo, una serata in cui maggioranza e minoranza si sono trovate unite nell’esprimere solidarietà ai lavoratori colpiti dalla crisi (alla CLN e nelle altre ditte). Non solo, ma da tutti gli interventi – gli assessori Milli, Scarpino e Oderda, i consiglieri di minoranza Brunetti, Cavallo, Rosso ed Alfieri – sono venute proposte concrete e percorribili per affrontare il vortice che rischia di aprirsi su tante famiglie racconigesi.
Sono un’ottantina i dipendenti dell’industria in crisi. Attualmente la quasi totalità di loro è interessata alla Cassa integrazione ordinaria per due settimane ogni quattro. Negli ultimi giorni c’è anzi stato un piccolo allargamento del numero dei lavoratori fermi, in quanto sono stati lasciati a casa coloro che avevano ancora ferie da fare. Per giovedì 27 novembre è in programma un incontro tra sindacati e azienda in cui probabilmente verrà ufficializzato il ricorso alla Cassa per tutto dicembre. Sarà quella anche l’occasione per fare il punto sulla crisi.
Una crisi che non promette niente di buono trattandosi di un’azienda che, come ha sottolineato Divizia nel suo intervento, aveva già annunciato di non voler investire nemmeno un euro a Racconigi. Esistono, in altre parole, timori fondati di chiusura.
Le proposte a favore dei lavoratori? L’apertura di un prestito d’onore da parte del Comune verso le famiglie dei dipendenti in Cassa (Brunetti), agevolazioni sui servizi comunali (Scarpino), contatti con le banche (Milli e Oderda), un fondo con i gettoni di presenza dei consiglieri comunali (Cavallo), diversificare la produzione del territorio favorendo l’insediamento di industrie di altri comparti (Brunetti), organizzare corsi di riqualificazione per gli operai (ancora Brunetti). Inevitabile il paragone con altre crisi del passato, ultima quella della Facis-Mawel. Allora, però, si trattava di un’azienda in difficoltà, oggi siamo in presenza di una crisi generalizzata nel settore metalmeccanico e siderurgico. E questo complica non poco le cose.
Dell’argomento si tornerà comunque a parlare già la settimana prossima nel Consiglio comunale convocato per l’assestamento di bilancio. In quella sede, ha auspicato il sindacalista Arcidiacono, sarebbe opportuno mandare un messaggio forte alla CLN perchè non arrivi a licenziamenti.

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