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Argini del Mellea: se ci sono i soldi si parte…

Ultimissime dalle sponde del Mellea. C’è ottimismo fra gli addetti ai lavori dopo l’ultimo incontro di Parma all’Autorità di bacino del fiume Po. Pare stia passando, infatti, la linea tracciata dal Comune per far rivedere i calcoli delle portate sul torrente. Le misure prese a tavolino, infatti, avrebbero prodotto degli argini spropositati, con un impatto esagerato e non consono alle reali esigenze della città. I dati raccolti durante l’alluvione del 30 maggio scorso hanno permesso di calcolare delle portate più realistiche e meno invasive. Anche l’Autorità di bacino pare si stia definitivamente convincendo che questi ultimi calcoli siano più appropriati. L’intervento potrebbe essere fatto in due fasi successive, mettendo subito al sicuro i quartieri colpiti: borgo Marene e borgo Pieve.
L’essere pronti ad operare ed avere un chiaro progetto in mano proietterebbe Savigliano in pole-position per i finanziamenti. In queste situazioni d’emergenza, infatti, avere le idee chiare ed essere pronti all’azione è un grande vantaggio. Quando si devono assegnare i fondi, infatti, la precedenza va a chi è già pronto ad azionare le ruspe.
Non è ben chiaro chi metterà i soldi, però. La scorsa settimana abbiamo riportato la voce che l’Aipo avrebbe dei fondi. La presidente dell’Agenzia interregionale per il Po, l’assessore regionale Bruna Sibille, non l’ha confermata. «Appena avremo novità, ve le faremo sapere» ha detto venerdì scorso, rispondendo ad una nostra domanda dopo la presentazione a Torino della kermesse “Madama la Piemonteisa”. Ma se i soldi arrivassero dalla Regione o dal governo, nessuno ci sputerebbe sopra, è ovvio.
Intanto, il commissario straordinario per l’emergenza, ovvero il presidente della Regione Mercedes Bresso, commenta così i 60 milioni stanziati dal governo per il Piemonte alluvionato: «Apprezziamo il risultato ottenuto con l’impegno di parlamentari piemontesi e li ringraziamo: l’emendamento approvato ci permette di poter contare – divisi in tre anni – su quasi 80 milioni che, aggiunti a quelli già stanziati dalla Regione e ai 20 reperiti dal sottosegretario Bertolaso e il cui stanziamento è stato firmato dal Ministro Tremonti, ci darà la possibilità di avvicinare la cifra necessaria per affrontare l’urgenza e l’estrema urgenza. Ora valuteremo e studieremo le procedure per anticipare in tempi rapidi le cifre che avremo poi materialmente a disposizione nel 2009 e 2010. Si tratta di lavori e interventi che è importante completare il prima possibile, per evitare che il maltempo autunnale possa provocare ulteriori o più gravi danni. A due mesi dall’alluvione iniziamo a vedere un po’ di luce.
Ma adesso è importante pensare al resto dei lavori non urgenti, circa l’80 per cento del totale, che permetteranno al Piemonte di uscire da quella che è stata considerata un’emergenza nazionale: servono almeno altri 500 milioni, per i quali spero si possa lavorare nella Finanziaria con una programmazione degli interventi nei prossimi 3-4 anni, il tempo necessario a completare il ripristino».

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