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“Vola” l’utile della Banca Crs

La banca CRS ha approvato il bilancio 2007. «I risultati ottenuti – ha commentato il presidente Guido Brondelli, durante la conferenza stampa tenutasi lunedì sera a palazzo Taffini – confermano la capacità della “Cassa” di mantenere intatte le sue caratteristiche di banca locale in continua espansione, ottimamente patrimonializzata, molto solida, vicina a famiglie, imprese ed al tessuto economico locale».
Qualche dato: la raccolta diretta, con oltre 669 milioni di euro, è aumentata del 13% rispetto al 2006; quella complessiva ammonta ad un miliardo e 271 milioni di euro (+5%). Gli impieghi sono 587 milioni (+19%) e il rapporto tra questi e la raccolta diretta supera l’87%. Come sempre, le sofferenze (i crediti non riscossi dalla clientela) sono pochissime: 0,15%. «Un risultato straordinario – ha commentato il responsabile dell’area Contabilità e bilancio, Emanuele Regis – se pensiamo che la media italiana è dell’1,5%». Insomma, vuol dire che qui ci sono persone che, pur di pagare la rata del mutuo, stringono la cinghia, ma la pagano. «Notare – ha aggiunto il direttore Giuseppe Allocco – che solo 280 delle richieste di apertura di credito sono state respinte su un totale di 3.500». Quindi, le poche sofferenze non sono da imputare ad una dura selezione per ottenere prestiti.
Il patrimonio, dopo la ripartizione dell’utile, sale a 67 milioni. Il conto economico evidenzia anche qui risultati positivi: il margine d’interesse e quello d’intermediazione salgono rispettivamente del 12,5% e del 14%. L’utile netto ha avuto un boom, dovuto anche a componenti straordinarie: è a quota 4 milioni e 852.000 euro, +50% rispetto allo scorso anno. «Ciò – ha spiegato Allocco – ha consentito un ottimo rafforzamento del patrimonio con un accantonamento di 1 milione e mezzo di euro, un incremento del fondo per le erogazioni ed un aumento di dividendo agli azionisti pari al 25%».
«Questi risultati, al di sopra di quanto previsto dal piano triennale 2007/2010 – ha continuato il direttore – sono da accreditare al lavoro esemplare che la nostra “squadra” svolge ogni giorno: un vero valore aggiunto». Il personale – che oggi ammonta a 183 unità, ha un’età media di 41 anni e viene continuamente formato – è in crescita: la prospettiva di aprire quattro nuove filiali (una nell’albese, una nel monregalese e due nel torinese) potrà portare nuova occupazione.
Tutto bene, dunque? Sarebbe troppo bello. Con il prossimo bilancio, arriveranno le difficoltà. «Nel 2008 – ha spiegato Allocco – sono giunti i problemi. La congiuntura economica globale e italiana è negativa. Questo si vede anche da noi. Tra i prodotti, è crollato il risparmio gestito (che porta molte commissioni alla banca). I risparmiatori oggi si orientano maggiormente verso le obbligazioni. Quelle emesse dalla CRS vanno molto bene perché danno un buon rendimento». Gli abbiamo chiesto se facciano pressioni sul personale affinché le vendano. Dove succede, spesso ci sono due brutte conseguenze: l’ansia da prestazione dei dipendenti, che può sfociare in veri e propri “esaurimenti”, e la vendita di prodotti di cui il cliente non ha necessità. «Noi – ci ha assicurato Allocco – non facciamo pressioni sui dipendenti affinché vendano i nostri prodotti a scapito di altri. Ci teniamo molto alla reputazione ed alla soddisfazione della clientela. Il nostro rapporto è di conoscenza diretta e reciproca fiducia. Ci comportiamo secondo un’etica professionale: preferiamo guadagnare un po’ di meno, piuttosto che perdere la faccia».

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